Porsche / 1970 / 1969-1971
Porsche 917K
Il flat-12 raffreddato ad aria che spaventava i piloti, la coda ridisegnata quasi per caso che lo rese vincente, le livree Gulf e Salzburg entrate nell'immaginario: la 917 ha ridefinito l'endurance da corsa.
Scheda tecnica
- Marchio
- Porsche
- Periodo
- 1969-1971
- Motore
- Flat-12 4.5-5.0 litri
- Potenza
- oltre 600 CV
- Velocità massima
- oltre 360 km/h
- Rilevanza
- Prima vittoria assoluta Porsche a Le Mans nel 1970
Nascita
La 917 nacque nel 1969 dal regolamento FIA per la categoria Sport 5 litri, che imponeva almeno 25 esemplari di omologazione. Ferdinand Piëch spinse Porsche a costruirli in fretta - 25 vetture allineate nel cortile di Zuffenhausen per l'ispezione - trasformando un progetto sportivo in una scommessa tecnica ed economica enorme per l'azienda.
La prima versione, a coda lunga (Langheck), era veloce ma pericolosa: generava portanza al retrotreno e diventava difficile da controllare oltre i 350 km/h sul rettilineo delle Hunaudières. Alla 24 Ore del 1969 John Woolfe perse la vita nel primo giro al volante di una 917 privata; Jo Siffert e Brian Redman rifiutavano di considerarla guidabile al limite. Il progetto rischiava di essere ingovernabile.
La soluzione arrivò a un test sull'Österreichring nell'ottobre 1969. Gli ingegneri di John Wyer notarono che gli insetti si schiacciavano solo su una parte della coda: segno che il flusso d'aria si staccava. Rialzando e accorciando a mano la coda nacque la versione K (Kurzheck), che sacrificava qualche km/h di punta in cambio di stabilità e carico posteriore. Da quel momento la 917 K fu subito più veloce sul giro e molto più gestibile. Nel 1970 la Porsche Salzburg vinse la prima 24 Ore di Le Mans della storia Porsche con Hans Herrmann e Richard Attwood; nel 1971 la Martini Racing di Helmut Marko e Gijs van Lennep ripeté il successo coprendo 5.335 km, un record di distanza che resistette fino al 2010.
Stagioni
1969 — La prima stagione mette in luce il problema aerodinamico
La 917 debuttò con una coda lunga molto veloce ma instabile alle alte velocità. Porsche e i team clienti provarono modifiche al corpo vettura; l’incidente mortale di John Woolfe a Le Mans avvenne con una 917 privata al primo giro. I test portarono alla coda corta K.
1970 — 917K: la coda corta porta la prima vittoria Porsche
La carrozzeria Kurzheck migliorò la stabilità e rese la 917 più sfruttabile sulle curve veloci. La vettura #23 Salzburg di Herrmann e Attwood vinse Le Mans sotto la pioggia, assicurando a Porsche la prima vittoria assoluta nella gara.
1971 — 917K: una seconda vittoria e un record di distanza
La 917K vinse di nuovo Le Mans, questa volta con Marko e van Lennep sulla #22 Martini. La squadra percorse 5.335 chilometri, record rimasto imbattuto fino al 2010. La stabilità migliorata permise di mantenere un ritmo alto per tutta la gara.
Persone e progetto
- Direzione progetto (Porsche)
- Ferdinand Piëch
- Motore flat-12 (tipo 912)
- Hans Mezger
- Sviluppo e aerodinamica
- Helmut Flegl
Caratteristiche
Il motore è il Porsche tipo 912: dodici cilindri contrapposti raffreddati ad aria da una ventola assiale, nato a 4.494 cm³ e cresciuto fino a 4.999 cm³ nel 1971, da circa 520 a oltre 600 CV, con punte da qualifica superiori. Per gestire le torsioni di un albero motore così lungo la presa di forza è centrale, ricavata dal centro dell'albero anziché da un'estremità: una soluzione poco comune che riduce le vibrazioni sull'intera catena cinematica.
La struttura è un traliccio di tubi in alluminio di poco più di 40 kg, tenuto in pressione con gas in modo che una perdita segnali subito una cricca. La carrozzeria è in vetroresina sottile; il peso complessivo si aggira sugli 800 kg, al limite o sotto il minimo regolamentare del 1969. Ogni dettaglio è pesato: il pomello del cambio in balsa, alleggerito a mano, è diventato l'aneddoto che riassume l'ossessione del progetto.
La differenza fra Langheck e Kurzheck è tutta aerodinamica. La coda lunga privilegia la velocità di punta - oltre 380 km/h - ma con un equilibrio instabile; la coda corta rialzata riduce la punta a poco più di 360 km/h e in cambio dà carico e prevedibilità al retrotreno. In gara, su un tracciato reale con curve e traffico, la K si dimostrò più rapida sul giro nonostante il minor allungo.
Varianti
- 917 (omologazione) (1969) — Flat-12 4.494 cm³, circa 520 CV — 25 esemplari (minimo richiesto dal regolamento Sport 5 litri)
- 917 LH (Langheck) (1969-1971) — Flat-12 4.5-5.0 litri, coda lunga. Punta oltre 380 km/h ma equilibrio instabile alle alte velocità; versione 1969 legata all'incidente mortale di John Woolfe.
- 917 K (Kurzheck) (1970-1971) — Flat-12 4.5-5.0 litri, coda corta rialzata. Nata da un test sull'Österreichring nell'ottobre 1969; vince Le Mans nel 1970 e nel 1971.
- 917/20 "pink pig" (1971) — Carrozzeria allargata, flat-12 5.0 litri. Esemplare unico, livrea rosa con i tagli di macelleria, corso a Le Mans 1971.
- 917/10 Spyder (Can-Am) (dal 1972) — Flat-12 turbo, oltre 1.000 CV. Derivata dal telaio scoperto per il campionato nordamericano Can-Am.
- 917/30 Spyder (Can-Am) (1973) — Flat-12 turbo, oltre 1.000 CV. Evoluzione della 917/10; il suo dominio contribuì alla fine di quel format Can-Am.
Equipaggi e risultati
- 1970 — Hans Herrmann · Richard Attwood (Porsche KG Salzburg) — 1ª assoluta
- 1971 — Helmut Marko · Gijs van Lennep (Martini Racing Team) — 1ª assoluta
- 1971 — Herbert Müller · Richard Attwood (Martini Racing Team) — 2ª assoluta
Punti chiave
- Motore Porsche tipo 912, flat-12 raffreddato ad aria: da 4.5 a 5.0 litri e da circa 520 a oltre 600 CV fra 1969 e 1971
- Versione K (Kurzheck, coda corta) sviluppata per correggere l'instabilità aerodinamica della Langheck originale
- Prima vittoria assoluta Porsche a Le Mans, 1970, con Herrmann e Attwood in livrea Salzburg
- Vittoria e record di distanza a Le Mans 1971 (5.335 km), imbattuto fino al 2010
- Titolo Campionato del Mondo Marche per Porsche nel 1970 e nel 1971
Dettagli
I 25 esemplari di omologazione del 1969 furono solo l'inizio: fra tutte le varianti si arrivò a circa sessantacinque 917.
Le livree hanno pesato quanto i risultati. L'azzurro e arancio Gulf delle vetture gestite da John Wyer Automotive è tra le immagini più riprodotte del motorsport, anche grazie al film Le Mans del 1971 con Steve McQueen, girato con 917 reali. Accanto ci sono il rosso e bianco della Porsche Salzburg del 1970 e il bianco Martini Racing del 1971.
Eredità
La 917 è probabilmente la sport-prototipo più conosciuta mai costruita, e la sua fama nasce da elementi che si sono rinforzati a vicenda: prestazioni al limite della controllabilità, piloti di primo piano, livree diventate icone grafiche e la presenza al cinema. La versione K in particolare resta il caso da manuale di un progetto salvato dall'aerodinamica dopo essere nato quasi ingovernabile.