Mazda / 1991 / 1991
Mazda 787B
La Mazda 787B è l'unica vincitrice assoluta di Le Mans con motore rotativo: una vittoria costruita sull'affidabilità, sulla precisione della squadra giapponese e su un R26B a quattro rotori dal suono inconfondibile.
Scheda tecnica
- Marchio
- Mazda
- Periodo
- 1991
- Motore
- Rotativo R26B a quattro rotori
- Potenza
- circa 700 CV
- Velocità massima
- oltre 330 km/h
- Rilevanza
- Prima vittoria giapponese a Le Mans e unica vittoria assoluta con motore rotativo
Nascita
La Mazda ha costruito il proprio programma endurance negli anni Ottanta e Novanta con una scelta tecnica radicale: il motore rotativo Wankel, che l'azienda giapponese aveva adottato fin dagli anni Sessanta come propria tecnologia distintiva. Le vetture precedenti — la 767 e la 787 — avevano acquisito esperienza a Le Mans ma non erano mai state competitive per la vittoria assoluta. La 787B del 1991 fu diversa.
Il motore R26B è un quattro rotori di 2.622 cm³ equivalenti con quattro rotori da 654 cm³ ognuno. La potenza è di circa 700 CV a 9.000 giri/min. Il rotativo offriva un vantaggio significativo: dimensioni compatte, funzionamento senza vibrazioni, leggerezza relativa e una durata sorprendentemente buona se gestito correttamente. Lo svantaggio principale era l'efficienza termica inferiore ai motori a pistoni convenzionali, che richiedeva strategie precise per i rifornimenti.
A Le Mans 1991 la 787B numero 55 era guidata da Volker Weidler (Germania), Johnny Herbert (Gran Bretagna) e Bertrand Gachot (Belgio). La vettura non era la più veloce in pista — le Sauber-Mercedes e le Jaguar avevano maggiore potenza pura — ma la squadra Mazdaspeed lavorò con precisione assoluta su strategie, pit stop e gestione della velocità per ottimizzare i consumi. I pneumatici Yokohama erano gestiti con cura per evitare soste impreviste.
La vittoria arrivò alle 15:00 del 23 giugno 1991 quando la 787B tagliò il traguardo davanti a tutte le avversarie, prima vittoria assoluta di un costruttore giapponese a Le Mans. Il suono del quattro rotori all'arrivo — un urlo acutissimo e caratteristico — rimase nella memoria di tutti i presenti. La livrea arancio-verde Renown è diventata una delle immagini più riconoscibili dell'endurance.
L'anno dopo, il regolamento IMSA e FIA fu modificato con disposizioni che penalizzavano il motore rotativo per la cilindrata equivalente, rendendo impossibile una nuova partecipazione competitiva. La vittoria del 1991 rimane irripetibile, costruita nell'ultima finestra regolamentare in cui il Wankel aveva ancora parità di trattamento con i motori a pistoni.
Stagioni
1991 — 787B: gestione del ritmo e affidabilità del quattro rotori
Mazda affinò la 787B con il motore R26B a quattro rotori e il sistema a variazione continua degli scarichi, cercando di mantenere potenza e durata per 24 ore. Weidler, Herbert e Gachot vinsero con la #55, precedendo le Jaguar. Il risultato fu la prima vittoria assoluta giapponese e l’unica di un motore rotativo.
Punti chiave
- Motore rotativo R26B a quattro rotori da 2.622 cm³ equivalenti — 700 CV a 9.000 giri/min con suono acutissimo unico
- Prima vittoria giapponese assoluta a Le Mans — 23 giugno 1991 con Weidler, Herbert e Gachot
- Unica vettura con motore Wankel ad aver vinto in assoluto una 24 Ore di Le Mans
- Strategia costruita su consumi precisi e pit stop ottimizzati — non velocità pura ma gestione della gara
Eredità
La Mazda 787B è la dimostrazione che a Le Mans una soluzione tecnica radicalmente diversa — il motore Wankel che tutto l'industria aveva abbandonato — può diventare vincente se supportata da affidabilità, precisione operativa e il momento giusto nella storia dei regolamenti. La sua vittoria rimane unica e irripetibile: nessun'altra vettura con motore rotativo ha mai vinto una gara di endurance di primo livello prima o dopo il 1991.