Ford / 1966 / 1966

Ford GT40 Mk II

La Ford GT40 Mk II è il frutto della rivalità industriale più famosa del motorsport: Henry Ford II contro Enzo Ferrari, replicata in pista con budget, ingegneria e determinazione senza limiti fino alla vittoria del 1966.

Scheda tecnica

Marchio
Ford
Periodo
1966
Motore
V8 7.0 litri
Potenza
circa 485 CV
Velocità massima
oltre 320 km/h
Rilevanza
Vittoria Le Mans 1966 con arrivo Ford 1-2-3

Nascita

La storia della Ford GT40 inizia con un tentativo di acquisto fallito: nel 1963 Ford cercò di comprare Ferrari, le trattative arrivarono quasi al contratto e poi si interruppero per ragioni legate all'autonomia sportiva del marchio. Henry Ford II reagì decidendo di costruire un programma racing capace di battere Ferrari a Le Mans. Il progetto costò decine di milioni di dollari e impegnò Ford, Shelby American, Holman-Moody e i migliori ingegneri disponibili.

I tentativi del 1964 e 1965 furono fallimentari: la vettura era veloce ma inaffidabile, con problemi ai freni, alla trasmissione e alla gestione termica del grosso V8 americano. Il nome GT40 deriva dall'altezza di circa 40 pollici (101,6 cm) della vettura. La Mk II del 1966 fu la risposta ai problemi accumulati: motore big block Ford 427 da 7.014 cm³ con circa 485 CV, trasmissione migliorata e raffreddamento rivisto.

Il Gran Premio delle 24 Ore 1966 si risolse con una delle scene più famose della storia del motorsport: Ford piazzò tre vetture nelle prime tre posizioni assolute, con McLaren/Amon al comando. La direzione gara Ford pianificò un arrivo in parata affiancato per le fotografie, ma la regola prevedeva che la posizione finale fosse determinata dall'ordine di partenza dalla griglia: questo diede la vittoria ufficiale a McLaren/Amon invece di Miles/Hulme, che avevano percorso più distanza. La controversia sull'arrivo in parata rimase nella storia.

Nel 1967 la GT40 Mk IV — con monoscocca in alluminio a nido d'ape progettata dalla Kar Kraft di Ford — vinse nuovamente Le Mans con Foyt e Gurney. Ford aveva dimostrato il punto voluto. Nel 1968 e 1969 la GT40 Mk I in versione riveduta, gestita da John Wyer Automotive con i colori Gulf, vinse ancora due edizioni consecutive, con la celebre livrea azzurro-arancio che divenne una delle immagini più iconiche dell'endurance.

L'impatto culturale della GT40 fu enorme: rappresentò la potenza industriale americana nel motorsport europeo, dimostrò che grandi budget e ingegneria determinata potevano battere la tradizione italiana, e produsse immagini che ancora oggi sono tra le più riconoscibili dell'intera storia delle corse automobilistiche.

Stagioni

1966 — Mk II: la prova di durata vinta con il V8 da sette litri

Dopo i problemi di affidabilità del 1965, Ford preparò una Mk II con il V8 da 7,0 litri, freni e trasmissione rinforzati. La squadra Shelby American portò tre GT40 sul podio di Le Mans; McLaren e Amon furono classificati primi, davanti a Miles e Hulme, dopo la controversa decisione di far arrivare le vetture affiancate per le fotografie.

1967 — Mk IV: monoscocca in alluminio e seconda vittoria

La Mk IV, con una nuova monoscocca in alluminio a nido d'ape progettata dalla Kar Kraft di Ford, vinse Le Mans con A.J. Foyt e Dan Gurney, superando la Ferrari 330 P4 di Scarfiotti e Parkes. Fu la seconda vittoria consecutiva del programma Ford e la prima con equipaggio interamente americano.

1968 — Mk I Gulf: John Wyer Automotive porta la GT40 alla terza vittoria

Con il programma ufficiale Ford concluso, la gestione passò a John Wyer Automotive, che rimise in gara la più semplice Mk I con la livrea Gulf azzurro e arancio. Pedro Rodríguez e Lucien Bianchi vinsero Le Mans, riportando la vittoria a una vettura ormai considerata superata dai rivali più recenti.

1969 — Mk I Gulf: quarta vittoria consecutiva, decisa per pochi metri

La GT40 vinse Le Mans per la quarta volta di fila con Jacky Ickx e Jackie Oliver, in uno dei finali più combattuti della storia della gara, deciso all'ultimo giro contro la Porsche 908 di Hans Herrmann. Fu l'ultima vittoria assoluta della famiglia GT40 a Le Mans.

Punti chiave

  • Motore big block Ford 427 (7.014 cm³) da circa 485 CV — derivato dalla tradizione motorsport americana Shelby/Holman-Moody
  • Struttura monoscocca in acciaio — altezza totale 40,5 pollici (102,9 cm), da cui il nome GT40
  • Tripletta Ford nelle prime tre posizioni assolute a Le Mans 1966 — 1° McLaren/Amon, 2° Miles/Hulme, 3° Bucknum/Hutcherson
  • La vittoria 1966 fu il risultato di tre anni di sviluppo dopo i fallimenti del 1964 e 1965

Eredità

La Ford GT40 è una delle storie più potenti del motorsport internazionale perché combina rivalità industriale, determinazione tecnica e un momento storico irripetibile. La vittoria del 1966 dimostrò che con risorse sufficienti e ingegneria adeguata si poteva battere chiunque in qualsiasi categoria, e quella lezione è rimasta valida per decenni.