Ferrari / 1990 / Stagione 1990
Ferrari 641
La 641 è una delle Ferrari F1 più belle e importanti dell'era cambio semiautomatico.
Scheda tecnica
- Marchio
- Ferrari
- Periodo
- Stagione 1990
- Motore
- V12 3.5 aspirato
- Potenza
- oltre 680 CV
- Velocità massima
- oltre 330 km/h
- Rilevanza
- Vicecampione 1990 con Alain Prost e icona estetica Ferrari
Nascita
La Ferrari 641 è l'evoluzione della 640, la monoposto rivoluzionaria con cui John Barnard aveva introdotto il cambio semiautomatico a controllo elettronico in Formula 1 nel 1989. La 641 perfezionò questo concetto con un telaio più rigido, un'aerodinamica più raffinata e un V12 da 3.5 litri capace di oltre 680 CV con un suono che è rimasto nella memoria collettiva degli appassionati come uno dei più belli della storia del motorsport.
Alain Prost, arrivato a Ferrari nel 1990 dopo l'addio a McLaren, si adattò perfettamente alla 641: la sua capacità di gestire il setup tecnico della vettura e di ottimizzare la strategia della gara si sposò bene con le qualità della monoposto. Prost vinse cinque gare nel 1990 e rimase in lotta per il titolo mondiale fino all'ultima gara in Giappone, dove fu coinvolto nella collisione con Senna alla prima curva che decise il campionato in favore del brasiliano.
La 641 fu esposta al Museum of Modern Art di New York come oggetto di design nel 1992 — un riconoscimento raro per una macchina da corsa, che attestava non solo la bontà tecnica ma anche la qualità formale del progetto. La carrozzeria, con il muso basso e stretto, le pance ampie e le forme fluidamente integrate, era considerata la Ferrari F1 più bella dell'era moderna.
Il V12 aspirato Ferrari rappresentava anche un approccio filosofico diverso rispetto ai V10 e V8 dei rivali: più potente, più pesante, con una coppia diversamente distribuita rispetto ai concorrenti. Ferrari portò avanti questa filosofia V12 fino al 1995, quando passò al V10. La 641 è quindi uno degli ultimi esempi del pensiero Ferrari della F1 'tradizionale', prima dell'era moderna di Todt, Brawn e Schumacher.
Stagioni
1990 — 641: il cambio semiautomatico raggiunge maturità
La 641 evolse la 640 con aerodinamica rivista e maggiore affidabilità del cambio elettroidraulico, il cui comando al volante riduceva le interruzioni di coppia. Prost vinse cinque gare e rimase in lotta per il titolo fino al contatto con Senna a Suzuka; Ferrari concluse seconda tra i costruttori.
Punti chiave
- Cambio semiautomatico a controllo elettronico — evoluzione della 640 di Barnard, prima applicazione in F1
- Cinque vittorie con Prost nel 1990 — vicecampionato perso nella collisione con Senna a Suzuka
- V12 da 3.5 litri con oltre 680 CV — suono considerato tra i più belli nella storia della F1
- Esposta al Museum of Modern Art di New York nel 1992 — riconoscimento raro per una monoposto da competizione
- Mansell vinse il GP del Portogallo 1990 con una gara memorabile di rimonta dopo una sosta pit non programmata
Eredità
È una Ferrari che unisce valore tecnico, competitivo ed estetico raro.