Ferrari / 1982 / 1982-1983

Ferrari 126C2

La 126C2 portò Ferrari ai titoli costruttori nell'era turbo segnata dalla morte di Villeneuve e dal mancato titolo di Pironi.

Scheda tecnica

Marchio
Ferrari
Periodo
1982-1983
Motore
V6 1.5 turbo
Potenza
circa 580-620 CV
Velocità massima
oltre 310 km/h
Rilevanza
Titoli costruttori 1982 e 1983 — Ferrari domina l'era turbo

Nascita

La 126C2 nasce da un problema che Ferrari non poteva più ignorare. Dopo la Lotus 78 e la 79, l'effetto suolo era diventato obbligatorio per essere competitivi: il carico si generava sotto la vettura, attraverso canali Venturi ai lati dell'abitacolo. Il dodici cilindri piatto della famiglia 312T, largo e basso, occupava proprio lo spazio in cui quei canali dovevano passare. Per restare al vertice serviva un motore più stretto, e la strada l'aveva già indicata Renault nel 1977: un V6 di 1,5 litri sovralimentato.

Il primo passo fu la 126C del 1981, guidata tecnicamente da Mauro Forghieri. Ferrari sperimentò anche un compressore volumetrico a onde di pressione Comprex prima di scegliere due turbocompressori KKK, collocati all'interno della V per mantenere compatto il motore e liberare i fianchi della vettura. Il V6 era potente fin da subito; il limite era il telaio, ancora costruito con la tecnica tradizionale in alluminio, poco rigido e difficile da mettere a punto.

La svolta arrivò con Harvey Postlethwaite, ingegnere inglese entrato a Maranello nel 1981 con un'esperienza nei materiali aeronautici che Ferrari non aveva. Per il 1982 riprogettò interamente la vettura: la 126C2 fu la prima vera monoscocca Ferrari, ricavata da pannelli a nido d'ape piegati e unita a paratie in composito di fibra di carbonio, con tutte le giunzioni incollate anziché rivettate. Il risultato era più leggero e molto più rigido, finalmente all'altezza del motore.

In configurazione da gara il V6 KKK superava i 580 CV, con punte ben più alte in qualifica, quando la pressione di sovralimentazione veniva spinta al massimo per pochi giri. Il prezzo era il ritardo di risposta del turbo: sui circuiti lenti come Monaco o Detroit i piloti dovevano aprire il gas in anticipo, prima dell'uscita di curva, per avere la spinta nel momento giusto.

Stagioni

1982 — 126C2: titolo costruttori nella stagione più tragica della Scuderia

Con il nuovo telaio la Ferrari era finalmente competitiva. A Imola Pironi vinse superando Villeneuve all'ultimo giro, ignorando secondo il canadese l'accordo di mantenere le posizioni: Villeneuve, secondo, giurò di non rivolgergli più la parola. Meno di due settimane dopo, l'8 maggio, Villeneuve morì nelle qualifiche del Gran Premio del Belgio a Zolder. Pironi vinse poi a Zandvoort ed era in testa al mondiale quando, nelle prove di Hockenheim, si ferì gravemente alle gambe: non avrebbe più corso in Formula 1. Il giorno dopo Patrick Tambay, arrivato a sostituire Villeneuve, ottenne la sua prima vittoria. Con Tambay e Mario Andretti, in pole e terzo a Monza, Ferrari conquistò il titolo costruttori; il mondiale piloti andò a Keke Rosberg, cinque punti davanti a Pironi, fermo da agosto.

1983 — 126C2B e 126C3: fondo piatto, fibra di carbonio e secondo titolo costruttori

Il regolamento 1983 impose il fondo piatto e cancellò l'effetto suolo. Postlethwaite rispose con la 126C2B, con ali molto più grandi e fiancate ridotte. Tambay vinse a Imola e Arnoux in Canada. Al Gran Premio di Gran Bretagna debuttò la 126C3, prima Ferrari con monoscocca interamente in composito di fibra di carbonio: Arnoux la portò alla vittoria a Hockenheim e a Zandvoort. Entrambi i piloti restarono in lotta per il titolo fino alle ultime gare, ma la scarsa affidabilità nel finale li escluse: il mondiale andò a Nelson Piquet su Brabham-BMW, con Arnoux terzo. Ferrari vinse di nuovo il titolo costruttori.

Persone e progetto

Direzione tecnica e programma motore turbo
Mauro Forghieri
Progetto telaio e monoscocca
Harvey Postlethwaite

Varianti

  • 126C2 (1982) — V6 KKK 1.5 litri turbo, oltre 580 CV in gara; monoscocca a nido d'ape
  • 126C2B (1983) — Fondo piatto regolamentare, ali più grandi e fiancate ridotte
  • 126C3 (1983) — Prima monoscocca Ferrari interamente in composito di fibra di carbonio. Debutto al GP di Gran Bretagna 1983.

Punti chiave

  • Nata per l'effetto suolo: il flat-12 della 312T era troppo largo per i canali Venturi
  • V6 1.5 turbo con due turbocompressori KKK montati dentro la V, scelti dopo aver provato un compressore Comprex
  • Prima vera monoscocca Ferrari: pannelli a nido d'ape e paratie in fibra di carbonio, giunzioni incollate
  • Telaio riprogettato da Harvey Postlethwaite, motore dal programma turbo di Mauro Forghieri
  • Oltre 580 CV in gara, molto di più in qualifica; turbo lag da anticipare sui circuiti lenti